Raccomandazioni del Consiglio d'Europa


Raccomandazioni
Le raccomandazioni del Commissiario si basano sui risultati di questo rapporto e forniscono consigli sulle politiche da adottare da parte degli stati membri allo scopo di prevenire ed affrontare l’omofobia, la transfobia e la discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere.

Il Commissario ai Diritti Umani raccomanda alle autorità degli stati membri del Consiglio d’Europa di:

1. Atteggiamenti e percezioni
1) Prendere una forte posizione pubblica contro le violazioni dei diritti umani delle persone LGBT e promuovere il rispetto sulle questioni legate all’orientamento sessuale ed all’identità di genere, per esempio attraverso l’educazione ai diritti umani e campagne per accrescere la consapevolezza.

2) Prendere provvedimenti per incoraggiare un trattamento fattuale, obiettivo e professionale da parte dei media sulle persone LGBT e sulle questioni legate all’orientamento sessuale ed all’identità di genere.

2. Standard giuridici e loro implementazione
1) Implementare le obbligazioni internazionali per i diritti umani senza discriminazioni per motivi di orientamento sessuale ed identità di genere. I Principi di Yogyakarta sono uno strumento utile per guidare all’implementazione degli standard internazionali sui diritti umani a proposito di orientamento sessuale ed identità di genere. Gli stati membri sono inoltre incoraggiati a firmare e ratificare il Protocollo 12 alla Convenzione Europea sui Diritti Umani sulla generale proibizione della discriminazione.

2) Promulgare una completa legislazione nazionale sulla non-discriminazione ed includere l’orientamento sessuale e l’identità di genere tra le motivazioni vietate di discriminazione. Le ONG che rappresentano le persone LGBT dovrebbero essere consultate e coinvolte nel processo legislativo e nella preparazione delle misure politiche per l’attuazione della legislazione.

3) Rivedere la legislazione nazionale per rinvenire e correggere le possibili incongruenze con la legislazione in vigore per prevenire le discriminazioni sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere. Eliminare ogni criminalizzazione discriminatoria dell’attività omosessuale se ancora presente nella legislazione.

4) Predisporre strutture nazionali indipendenti per la promozione dell’eguaglianza e della non-discriminazione.

L’ampiezza del loro mandato dovrebbe comprendere la discriminazione motivata dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere.

5) Monitorare l’efficacia dell’implementazione della legislazione nazionale nondiscriminatoria e coinvolgere nel processo di monitoraggio le strutture nazionali per i diritti umani, comprese le strutture nazionali per la promozione dell’eguaglianza, e le organizzazioni che rappresentano le persone LGBT. Si dovrebbe allestire a questo scopo un regolare meccanismo di monitoraggio.

3. Protezione: violenza ed asilo
1) Includere esplicitamente l’odio omofobico e trasfobico come possibili motive [proibiti] nella legislazione nazionale sui crimini motivati dal pregiudizio e sull’istigazione all’odio. I crimini che colpiscono individui o gruppi di persone a causa del loro orientamento sessuale od identità di genere reali o percepiti dovrebbero essere puniti ed il motivo del pregiudizio preso in considerazione come circostanza aggravante.

2) Indagare in modo efficace sui crimini, discorsi ed incidenti motivati dal pregiudizio e collegati all’omofobia ed alla transfobia. Dovrebbe essere fornito a questo scopo un addestramento specifico per le forze dell’ordine e per gli appartenenti all’ordine giudiziario.

3) Migliorare la raccolta sistematica di dati sui crimini, i discorsi e gli incidenti motivati dall’odio e collegati all’omofobia ed alla transfobia. I dati sui crimini, i discorsi, gli incidenti ed i reclami per omofobia e transfobia dovrebbero essere chiaramente separati da quelli sugli altri crimini, i discorsi e gli incidenti motivati dall’odio.

4) Riconoscere che la persecuzione od il ben fondato timore di persecuzione sulla base dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere possono essere valide ragioni per offrire lo stato di profugo ed il diritto d’asilo. Si dovrebbe evitare di sottoporre gli LGBT che chiedono asilo a test invasivi non necessari per dimostrare il loro orientamento sessuale o la loro identità di genere.

5) Fornire competenze ed addestramento ai funzionari che si occupano di richieste d’asilo e ad altri professionisti per assicurare che gli LGBT che chiedono asilo siano incontrati in un modo rispettoso, informato e sensato durante la procedura di richiesta asilo.

Le procedure dovrebbero essere predisposte in modo che gli LGBT che chiedono asilo si sentano sicuri di rivelare il loro orientamento sessuale o la loro identità di genere.

6) Affrontare i problemi dell’isolamento sociale, della violenza e della discriminazione privati dagli LGBT che chiedono asilo nei centri di accoglienza richiedenti asilo, e prendersi cura delle loro specifiche necessità sanitarie.

4. Partecipazione: libertà di riunione, espressione ed associazione
1) Rispettare l’effettivo diritto di riunione delle persone LGBT garantendo che i Pride pacifici e gli altri eventi pubblici organizzati dalle persone LGBT o che si concentrano sulle questioni legate all’orientamento sessuale ed all’identità di genere possano svolgersi senza subire misure discriminatorie da parte delle autorità pubbliche. Si dovrebbero impedire pratiche basate sull’abuso di norme legali od amministrative per ostacolare l’organizzazione di tali eventi.

2) Forniscano efficace protezione ai partecipanti a pacifici Pride od eventi pubblici organizzati da e per le persone LGBT dagli attacchi e da violente contromanifestazioni.

3) Rispettare l’effettivo diritto di associazione delle persone LGBT assicurando, in particolare, che le organizzazioni non-governative che rappresentano le persone LGBT od operano su questioni legate all’orientamento sessuale ed all’identità di genere possono essere costituite e funzionare senza subire misure discriminatorie da parte delle autorità pubbliche. Le procedure amministrative che rendono la registrazione di queste ONG sproporzionatamente lunghe o difficili dovrebbero essere evitate.

4) Rispettare l’effettivo diritto alla libertà d’espressione salvaguardando la possibilità di ricevere ed impartire informazioni su questioni legate all’orientamento sessuale ed all’identità di genere in ogni forma di espressione, come la stampa, le pubblicazioni, affermazioni orali e per iscritto, le arti ed altri media. Ogni norma discriminatoria che criminalizzi la disseminazione e diffusione di informazioni fattuali sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere dovrebbe essere abolita. L’illecita interferenza nel godimento del diritto di libertà d’espressione da parte delle persone LGBT dovrebbe essere soggetta a processo penale.

5. Privacy: riconoscimento del genere e vita familiare

1) Offrire riconoscimento legale al genere preferito delle persone transgender e sviluppare procedure rapide e trasparenti per cambiare il nome ed il sesso di una persona transgender sui certificati di nascita, registri di stato civile, carte d’identità, passaporti, diplomi scolastici ed altri documenti analoghi.

2) Abolire la sterilizzazione ed altri trattamenti medici obbligatori che possono seriamente nuocere all’autonomia, salute o benessere dell’individuo, come requisiti necessari per il riconoscimento legale del genere preferito di una persona transgender.

3) Eliminare il requisito di essere scapoli, o divorziare se già sposati, come condizione necessaria per il riconoscimento sociale del genere preferito di una persona transgender.

4) Rispettare il diritto delle persone transgender ad esercitare effettivamente il loro diritto a sposarsi secondo il loro genere legalmente riconosciuto.

5) Promulgare una legislazione che riconosca le coppie omosessuali offrendo a tali coppie i medesimi diritti e benefici delle coppie e dei matrimoni eterosessuali, per esempio nelle aree della sicurezza sociale, dell’impiego e dei benefici pensionistici, della libertà di movimento, della riunificazione familiare, dei diritti genitoriali, e dell’eredità.

6) Offire alle coppie dello stesso sesso ed agli individui LGBT, secondo il principio del migliore interesse del bimbo, analoghe opportunità a quelle degli altri richiedenti di essere prese in considerazione senza discriminazione come genitori adottivi di un bimbo.

7) Riconoscere i diritti genitoriali dei genitori omosessuali, individualmente o congiuntamente, insieme con i loro diritti alla tutela e custodia senza discriminazione motivata dal loro orientamento sessuale o dalla loro identità di genere. I diritti genitoriali delle persone transgender dovrebbero continuare ad essere rispettati dopo il riconoscimento legale del loro genere preferito.

8) Consentire l’accesso alla riproduzione assistita alle persone LGBT senza discriminazione sulla base del loro orientamento sessuale od identità di genere.

9) Cercare di fornire adeguato sostegno alle famiglie con persone LGBT per promuovere l’inclusione, il rispetto e la sicurezza.

6. Accesso all’assistenza sanitaria, all’istruzione ed all’impiego

1) Abolire i sistemi superati di classificazione che ritraggono l’omosessualità come una malattia od un morbo.

2) Rivedere tutti i requisiti di una diagnosi di disturbo mentale per ricevere l’assistenza sanitaria da transgender in vista dell’eliminazione degli ostacoli all’effettivo godimento, da parte delle persone transgender, dei diritti all’autodeterminazione ed al più alto standard sanitario raggiungibile.

3) Includere nell’istruzione ed addestramento dei professionisti della salute mentale l’importanza di rispettare la dignità delle persone LGBT, così come le loro specifiche necessità e scelte sanitarie.

4) Rendere le procedure di riattribuzione del sesso, come i trattamenti ormonali, chirurgici e di sostegno psicologico, accessibili alle persone transgender, condizionati al consenso informato, e garantire che siano rimborsati dalle assicurazioni sanitarie.

5) Promuovere il rispetto e l’inclusione delle persone LGBT a scuola e promuovere l’obbiettiva conoscenza delle questioni che riguardano l’orientamento sessuale e l’identità di genere nelle scuole ed in altri contesti educativi.

6) Combattere il bullismo e le molestie a danno degli studenti e del personale LGBT. La scuola dev’essere un ambiente sicuro per gli studenti ed il personale LGBT, e gli insegnanti dovrebbero avere degli strumenti per reagire efficacemente al bullismo ed alle molestie degli studenti LGBT.

7) Promuovere le politiche e le pratiche volte a combattere la discriminazione basata sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere; promuovere inoltre politiche per sostenere la diversità sul luogo di lavoro insieme con iniziative che incoraggiano la piena inclusione e rispetto del personale LGBT nell’ambiente di lavoro.

8) Rispettare il diritto delle persone transgender ad accedere al mercato del lavoro garantendo il rispetto della loro privacy a proposito dello svelamento dei dati personali sensibili relativi alla loro identità di genere e promuovendo misure volte a terminare l’esclusione e la discriminazione delle persone transgender sul luogo di lavoro.

7. Ricerca e raccolta dei dati

1) Incoraggiare la ricerca sistematica e la raccolta disaggregata dei dati che riguarda le discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere in tutte le aree della vita. Si dovrebbero includere domande relative alle questioni LGBT nelle indagini sugli atteggiamenti generali e nei sondaggi di opinione.

2) Applicare delle salvaguardie per proteggere il diritto al rispetto alla vita privata delle persone LGBT nella raccolta di ogni dato sensibile.

Sconti alle coppie LGBT dalle assicurazioni americane

http://www.advocate.com/News/Daily_News/2011/08/19/Insurance_Companies_Provide_Fair_Ground_to_Gay_Couples/

Si dovrebbe mettere il proprio denaro dove sta il proprio cuore, ma qualche volta va bene il contrario.

L'articolo citato infatti dice che alcune compagnie assicurative americane stanno cominciando ad estendere alle persone LGBT impegnate in un matrimonio omosessuale, unione civile, convivenza legalizzata [domestic partnership], gli stessi sconti che offrono alle persone etero nella medesima situazione (cioè circa il 10% della polizza RC auto che pagano i single).

Come ha spiegato Dick Luedke, portavoce di State Farm, una di queste compagnie, le persone sposate fanno meno incidenti, e non ha importanza chi hanno sposato. Il matrimonio è sempre matrimonio.

Considerato che le compagnie assicurative che non facessero accurate statistiche sui sinistri e sui loro autori si troverebbero presto fuori mercato, perché sbaglierebbero a calcolare il prezzo della polizza (se fosse troppo basso, fallirebbero; se fosse troppo alto, verrebbero sbaragliate dalla concorrenza), si può dire che codeste compagnie stanno smentendo alla grande gli omofobi del loro paese e del nostro.

Non dobbiamo chiamare ciò che chiediamo "matrimonio gay", ma "eguaglianza nel matrimonio", perché sta diventando sempre più evidente che stiamo chiedendo non un privilegio, ma lo sviluppo di tutte le potenzialità del matrimonio, coartate dalle attuali discriminazioni.

Raffaele Ladu

L'eguaglianza nel matrimonio e la solidità delle famiglie etero vanno di pari passo

Vi traduco quest'articolo perché ne vale davvero la pena.

Alla faccia dell'indebolire il matrimonio! Ci sono meno divorzi negli stati con l'eguaglianza nel matrimonio

di Peter Cassels
Collaboratore di EDGE
Lunedì 8 Agosto 2011


Uno penserebbe che gli stati liberali del Nordest americano, tra cui ci sono cinque dei sei stati in cui l'eguaglianza nel matrimonio è sancita dalla legge (comprendendo nel conto anche il Distretto di Columbia), dovrebbero avere il maggior tasso di divorzi, perché hanno la fama di essere più disinvolti. Per giunta, il principale argomento contro il matrimonio gay è che indebolirebbe la condizione del matrimonio. Perciò se ne dedurrebbe che negli stati che hanno acconsentito al matrimonio gay, i matrimoni eterosessuali stiano rovinosamente crollando.


Però sembra vero proprio il contrario.


A prima vista sembra paradossale - perlomeno se si fa caso alla retorica dei conservatori religiosi, che disapprovano il divorzio perché pensano che gli etero non debbano avere rapporti prematrimoniali e che una volta sposati debbano rimanerlo fino alla morte.


Ma la vera sorpresa è che è la "Bible belt = Cintura biblica", la fascia degli ultra-conservatori religiosi che si estende dalla West Virginia per tutto il Dixie ad avere di gran lunga il maggior tasso di divorzi in tutta la popolazione generale.


Ed il Massachussets, il primo stato a legalizzare il matrimonio omosessuale, da anni ha il minor numero di divorzi in tutta la nazione. Nel 2009 c'erano solo 1,8 divorzi ogni 1000 residenti. Questi matrimoni sono legali anche a Washington, D. C., che tallona il Massachussets con 2,1 divorzi ogni 1000 residenti.


New York, lo stato più grande tra quelli che ha sancito l'eguaglianza del matrimonio e l'ultimo ad entrare nel club, ha 2,5 divorzi ogni 1000 residenti. Fa pari con lo Iowa, l'unico stato non del Nordest a consentire i matrimoni omosessuali; ed anche gli altri stati con l'eguaglianza nel matrimonio hanno tassi di divorzio bassi rispetto alla mediana nazionale: Connecticut, New Hampshire, Vermont.


Delaware, Hawaii, Illinois, New Jersey e Rhode Island hanno legalizzato le unioni civili. Anch'essi sperimentano un numero di divorzi relativamente basso. Il Nevada, che insieme con California, Oregon, Washington e Wisconsin, offre "convivenze legalizzate" [domestic partnerships], potrebbe rivelarsi l'eccezione.  Ha infatti il più alto tasso di divorzi della nazione, con 6,6 divorzi ogni 1000 residenti. Però il Nevada è da oltre un secolo lo stato americano del divorzio fatto sveltina (vi ricordate le signore del film Donne che ci andavano per essere "rinnovate" dai loro mariti?).


A completare la top ten degli stati che vanno matti per il divorzio ci sono Arizona, Arkansas, Florida, Idaho, Kentucky, Maine (l'unico di questi stati nel Nordest), Oklahoma, West Virginia. Oltre all'Arkansas ed al Kentucky, gli stati del Profondo Sud con tassi di divorzio superiori a quelli del Nordest comprendono Georgia, Mississippi, North Carolina e Tennessee.


Perché mai tassi di divorzio tanto alti negli stati dominati dai "valori della famiglia"?


Ironicamente, dicono gli esperti, questi valori accrescono il rischio di un matrimonio fallito.


"Molte delle persone negli stati del Sud si oppongono al divorzio, ma anche al sesso prematrimoniale," ha detto Stephanie Coontz, Professoressa di Storia e Studi sulla Famiglia all'Evergreen State College di Olympia, Washington, in un'intervista, "Un grave fattore di rischio è sposarsi giovani".


Autrice di diversi libri, Coontz è Copresidentessa e Direttrice dell'Istruzione Pubblica nel Council on Contemporary Families dell'University of Illinois di Chicago. "Più una donna ritarda il matrimonio fino ai suoi primi anni 30, più calano le probabilità di divorzio," ha detto, "Sposarsi in età più matura è un fattore protettivo".


Secondo gli esperti, diversi altri fattori influenzano il rischio di divorzio tra le coppie eterosessuali.


Il livello di istruzione ed il reddito sono strettamente intrecciati. Alcuni anni fa Kalman Heller, uno psicologo specializzato in divorzi, ha scritto un articolo sui miti sul divorzio.


"Non c'è da stupirsi che il tasso di divorzio nel Massachussets sia il più basso del paese," ha scritto, "E' lo stato con la più alta percentuale di laureati!"


Se c'è una relazione tra livello d'istruzione e durata del matrimonio, la Coontz osserva che anche la tolleranza della diversità è un fattore.


Non è la religione ma la tolleranza a produrre matrimoni stabili


"Le stesse cose che producono maggiore accettazione della diversità sono quelle che tendono a ridurre i tassi di divorzio," ha spiegato, "E' una delle ironie. Le persone che sono più istruite e che hanno avuto delle esperienze [sessuali] fuori del matrimonio perché hanno aspettato a sposarsi, ed hanno un maggior grado di sicurezza economica e sofisticazione culturale, tendono ad accettare di più il matrimonio omosessuale ed hanno più bassi tassi di divorzio".


I laureati, che sono molto più numerosi negli stati a basso tasso di divorzio, hanno redditi più alti, che tendono a far durare di più i matrimoni. "Quelli del Sud hanno redditi e livelli d'istruzione molto inferiori," ha riferito, "Ed il basso reddito è un fattore di stress".


Lei ha detto che i figli sono sempre un fattore protettivo contro il divorzio, "ma molto meno di un tempo".


Anche se c'è una "grande ondata" di divorzi tra i matrimoni freschi (quelli che durano da uno o due anni), ci sono dei balzi all'ottavo ed al quindicesimo anno, quando i figli sono adolescenti, "ed allora le coppie si sentono più libere di divorziare".


La classe di età che mostra una drammatica impennata nei divorzi è quella degli ultracinquantenni: "Dacché molti matrimoni durano di più, c'è tutto un gruppo che ha cresciuto i figli e che con i progressi della medicina può aspettarsi di vivere in salute per altri trent'anni, e non è in grado di proseguire nel matrimonio".


"Le coppie in cui i coniugi si sono emotivamente distanziati, oppure hanno semplicemente accantonato le loro divergenze, oppure si sono ridotte a fare i genitori senza badare alla qualità del proprio rapporto sono quelle che spiegano i divorzi in tarda età," ha continuato, "Conoscere questo schema dovrebbe svegliare i genitori ed indurli a non fare tutto per i figli, ma badare alla propria relazione mentre si fanno le cose per i figli".


Lezioni per i coniugi di un matrimonio omosessuale


Gli studi mostrano che sono più bravi ad evitare i conflitti facendo uso dello humour e dell'affetto per riparare le relazioni. "Non se la prendono personalmente come fanno le coppie etero", secondo la Coontz.


Di contro, se non hanno figli, le coppie gay e lesbiche possono avere più problemi in tarda età, perché non hanno la sicurezza che qualcuno si prenda cura di loro da vecchi. Secondo Gary Gates, del Williams Institute della Facoltà di Legge dell'University of California Los Angeles, ed un luminare della demografia degli USA, solo un terzo delle coppie lesbiche ed il 10-15% delle coppie gay ha dei figli.


In un'intervista, Gates ha riferito che un'indagine del 2010 ha mostrato che negli Stati Uniti si sono sposate circa 50.000 coppie; aggiungendone 30.000 che si sono sposate fuori, il totale sale ad 80,000.


Le unioni civili e le convivenze legalizzate ne rappresentano altre 85.000. Però ha avvertito: "Alcune di queste potrebbero essere coppie sposate. Non abbiamo modo di distinguerle. Alcune potrebbero essere state contate due volte".


Ultimamente Gates si è messo a studiare lo scioglimento delle coppie omosessuali, ma dice che è troppo presto per trarne delle conclusioni. "Non conosco i dati sulle coppie sposate," ha detto, ma circa il 2% di quelle che hanno contratto un'unione civile od una convivenza legalizzata si sono divise.


"E' più o meno la stessa percentuale delle coppie etero," ha detto, "Uno studio in Europa ha suggerito che gli scioglimenti erano lievemente superiori, e le donne avevano un tasso maggiore, ma non abbiamo ancora visto questo negli USA".


Secondo la ricerca di Gates, è più probabile che le lesbiche siano in una relazione, ma le relazioni gay durano di più.


Uno studio delle coppie maschili californiane ha mostrato che quelle che non erano in una convivenza legalizzata duravano in media 9,6 anni. Tra quelle in una convivenza legalizzata, la durata saliva a quasi 12 anni. Per le coppie femminili, le durate erano rispettivamente di 8 e 9 anni.


La ricerca di Gates sfata alcuni assunti sulle coppie gay e lesbiche. Dacché i maschi delle coppie omosessuali hanno livelli d'istruzione superiore a quelli dei loro pari etero, "dovrebbero guadagnare assai di più - ma non è vero," ha detto.


Circa il 46% dei maschi ed il 44% delle femmine in una coppia omosessuale ha una laurea o più. Circa un terzo degli etero sposati ed il 31% delle donne etero sposate hanno delle lauree.


I dati del censimento mostrano un reddito medio familiare annuo di $120.000 per le coppie maschili, e $95.600 per le coppie femminili, ha detto, "Ma se passiamo al reddito individuale, sono circa $68.000 per i maschi e $51.500 per le donne".


Il reddito familiare medio per le coppie etero è di $93.000, ma il reddito medio individuale per gli uomini sposati è $61.000 e per le donne sposate di $28.000.


Dove vivono le coppie omosessuali è un fattore del loro reddito, ha riferito Gates.


"Le coppie maschili, è più probabile che siano urbane," ha rimarcato, "Le coppie femminili sono appena più urbane delle coppie etero. Dei maschietti con due redditi e senza figli possono più facilmente permettersi di vivere in città".






Peter Cassels ha ricevuto il premio Excellence in Journalism della National Lesbian and Gay Journalists Association.


(commento)


Il tasso di divorzi in Italia, secondo questa pagina web, è stato di 0,9 divorzi per 1000 abitanti nel 2009.


Dopo aver letto l'articolo, ora sapete come evitare un matrimonio a rischio e proteggere il vostro - non dando retta alla Chiesa.


Raffaele Ladu

L'Associazione Psicologica Americana sostiene l'"eguaglianza nel matrimonio"

Il 4 Agosto 2011 il quotidiano USA Today ha pubblicato quest'articolo:
Come fa notare il medesimo giornale, questo "gruppo psicologico" è nientedimeno che l'American Psychological Association, i cui 154 mila membri ne fanno la più grande associazione di psicologi del mondo.

Va inoltre detto che nel documento approvato dall'APA, non si parla di "matrimonio gay", ma di "piena eguaglianza nel matrimonio", con ciò dando un sonoro ceffone a chi sostiene che matrimonio eterosessuale ed unioni omosessuali sono "ontologicamente diversi" oppure "non omogenei", e perciò il matrimonio non può essere concesso ai gay.

Bisogna che qualcuno lo faccia leggere anche alla Corte Costituzionale italiana, non solo all'Avvenire.

E, cosa che non guasta, la deliberazione è stata presa all'unanimità: 157 voti favorevoli, zero contrari.

Non potendo tradurre l'intero articolo (anche perché quando la risoluzione afferma che molte ricerche provano che molti gay e molte lesbiche, così come molti etero, vogliono relazioni stabili, impegnate e di lunga durata, e ci riescono, non fa che riscoprire l'acqua calda), mi limito ad evidenziare un solo punto.

Ovvero, secondo il direttore dell'Ufficio Questioni LGBT dell'APA, Clinton Anderson, l'esperienza dell'ultimo decennio negli stati USA che hanno approvato il matrimonio gay è stata tanto positiva da convincere l'APA che "l'eguaglianza nel matrimonio" è la politica da raccomandare a tutta l'America.

Questa presa di posizione è l'ultima tappa (finora) di una strada iniziata nel 1973, quando quest'associazione rimosse l'omosessualità dalla propria lista dei disturbi psichici (l'American Psychiatric Association, il cui Diagnostic and Statistical Manual è lo standard de jure a livello americano e de facto a livello mondiale, lo avrebbe fatto solo nel 1980), ed alcuni degli intervistati hanno fatto notare che, anche se questo documento avrà poco significato per l'uomo della strada, sarà di enorme importanza in campo giuridico e politico, perché non potrà essere ignorato né dal potere legislativo né da quello giudiziario.

E poiché la legge americana consente anche a chi non è parte di un processo di diventare (con l'assenso della corte) "amicus curiae", ed inviarle un "amicus brief" nel quale espone ciò di cui ritiene necessario informarla, l'APA ha ricoperto 11 volte questo ruolo dal 2004, a sostegno del matrimonio omosessuale.

Raffaele Ladu

Sexual Fluidity / Lisa Michelle Diamond

Incuriosito dalla sessualità femminile in generale e lesbica in particolare, ho letto questo libro:
che viene considerato fondamentale.

E' un bel libro, ma più per le indagini che suggerisce di intraprendere che per le conclusioni a cui arriva - perché le indagini compiute da Lisa Diamond, per quanto interessanti, avrebbero bisogno di essere replicate su scala maggiore, intervistando più persone e per un periodo più lungo; comunque, provo a riassumere il libro - e soprattutto invito le lettrici di quest'articolo a leggere il libro e dire fino a che punto vi si riconoscono.

Credo che il pensiero della Diamond risulti più chiaro se parto non dal primo capitolo, ma dal settimo, ed andando a ritroso - dell'ottavo ed ultimo capitolo parlerò brevemente in fondo.

Il punto di partenza è questo: amore e desiderio sono la stessa cosa? No; non c'è bisogno di citare dotti studi come fa la Diamond, perché basta la comune esperienza per rendersene conto. E, come ci spiega l'autrice, questo vale anche per le donne.

La Diamond divide il desiderio in due componenti: "procettività" ed "eccitabilità". La "procettività" è il pensare spontaneamente al sesso, o prendere l'iniziativa per averlo; l'"eccitabilità" è il poter essere sessualmente eccitati da una persona o situazione.

Queste componenti ci sono in ambo i sessi, ma in modo diverso: la procettività dipende fortemente dagli ormoni, e nelle donne è massima intorno all'ovulazione, mentre nei maschietti è sempre elevata - perché loro sono sempre fecondi; l'eccitabilità invece dipende molto di più dagli stimoli esterni.

Se la sessualità femminile è dominata dall'"eccitabilità", occorre cercare ciò che la stimola, e le donne sono particolarmente stimolate da quello che normalmente chiamiamo "amore".

Deve l'amore essere provato per una persona di un genere particolare? La scommessa del libro è dimostrare che non è vero.

L'amore, è l'opinione di molti studiosi, specialmente quelli che hanno fatto propria la teoria dell'attaccamento di John Bowlby, non è nato nel mondo animale come rapporto tra due partner sessuali, ma come rapporto tra genitori e figli, in quanto favorisce la sopravvivenza di questi ultimi.

Vi risparmio tutte le considerazioni etologiche e neuropsicologiche della Diamond sull'amore, volte a provare che esso non è un'illusione, ma una realtà psicologica molto concreta, e vi dico che il passo successivo è stato dall'amore tra genitori e figli all'amore come fondamento del rapporto di coppia - in diversi animali e nell'uomo.

Anche se nell'uomo ed in molti mammiferi è la madre a curarsi di più del figlio, per cui il rapporto più intenso è tra loro due, l'amore nasce senza preferenze di genere, ed anche tra due adulti può nascere un amore che supera l'inclinazione sessuale verso un genere anziché l'altro.

Questo è il caso delle grandi amicizie, come ad esempio quella tra Eleanor Roosevelt e Lorena Hickock, citata dalla Diamond in un modo che la mette contro buona parte del movimento LGBT: se molte persone pensano che l'intensità dei sentimenti reciproci qualificasse questa relazione come "lesbica", la Diamond dice che non è detto che in questo caso al grande amore siano corrisposti desiderio sessuale e rapporti sessuali - secondo lei sarebbe sbagliato quindi etichettare come lesbica questa relazione, e le molte relazioni simili che donne meno famose di loro continuano ad intrecciare.

Io non mi pronuncio: lascio alle lettrici ed ai lettori la loro opinione, ed aspetto che ulteriori ricerche svelino il mistero; quello che conta però è che non sempre le grandi amicizie rimangono tali, e spesso diventano rapporti erotici a pieno titolo.

Non c'è da stupirsene: nelle donne l'amore per una persona spesso stimola il desiderio di lei; quello che può stupire è che nelle donne questo desiderio varca più spesso le barriere del genere - e può capitare che la lesbica si innamori di un uomo, o l'etero di una donna, proprio perché l'amore nasce senza badare al genere, e può imporre al desiderio di assecondarlo. Questa è quella che la Diamond chiama "fluidità sessuale".

Alcune lesbiche italiane dicono: "Mi innamoro della persona, non della donna", e l'americana Lisa Diamond, sulla scorta anche di numerose ricerche precedenti, parla nel suo libro di "person-based attractions = attrazioni basate sulla persona" e "to be attracted 'to the person, not the gender' = essere attratte 'dalla persona, non dal genere'"; sono nozioni che molti uomini non riescono a capire, perché pensano che la sessualità femminile debba essere per forza il calco di quella maschile, per essere "normale".

Peggio per loro - la Diamond spiega chiaramente perché non può esserlo, ma basta ascoltare le donne per capirlo da soli, anziché imporre maschilisticamente alle loro esperienze delle categorie concettuali inadeguate.

Riassumendo il libro a ritroso, siamo arrivati ai primi capitoli, nei quali la Diamond riferisce di uno studio longitudinale da lei condotto tra il 1995 ed il 2005 su 89 donne non-etero, ed un gruppo di controllo di 11 donne etero - giusto per capire fino a che punto quello che lei scopriva sulle non-etero valeva anche per le etero.

Lo studio longitudinale era intervistare ogni donna ogni due anni, chiedendo specificamente se la loro identità sessuale era cambiata; poiché le classiche etichette "lesbica, bisessuale, etero" sono troppo grossolane, e molte intervistate si definivano "unlabeled = senza etichetta" proprio per questo, la Diamond ha chiesto loro di dare le percentuali di attrazione erotica e di atti sessuali con l'uno o l'altro dei generi.

La scommessa della Diamond era che queste percentuali non sarebbero rimaste inalterate - e così è stato.

Va detto innanzitutto che le percentuali più variabili sono state quelle intorno al 50%: usando cifre inventate per essere più chiari, era più facile che una donna che aveva dichiarato di avere un 60% di attrazione per le donne ed un 40% per gli uomini riferisse dopo due o quattro anni che le percentuali erano passate al 45%-65%; mentre una donna che diceva che le percentuali erano 95%-5% difficilmente sarebbe passata oltre il 90%-10%.

La Diamond riassume questi dati dicendo che nell'ambiente LGBT si pensa che una donna che ha verso il proprio genere una preferenza superiore al 75% difficilmente smette di essere lesbica - e la sua indagine conferma questa credenza. I maschietti che sono attratti dalle donne lesbiche (non mancano, ve lo posso garantire di persona) farebbero bene a ricordarsene per non diventare molesti e non mettersi in un mare di guai.

L'orientamento sessuale quindi ha la sua importanza, ed anche se la fluidità sessuale lo stempera nelle donne molto di più di quanto non lo faccia con gli uomini, non può essere ignorato. Come agisce però la fluidità?

Una regola generale che la Diamond ritiene di aver trovato (e che varrebbe anche nelle etero) è che con il tempo le donne si lasciano attrarre da una maggiore varietà di partner e stimoli - per cui una donna che inizia la sua vita sessuale con un'attrazione forte per un genere e debole per un altro col tempo svilupperebbe un'attrazione più moderata per entrambi. Negli uomini accade invece il contrario - con il tempo diventano più selettivi.

Un'altra regola che mi pare assai meglio provata è che nelle donne è di particolare importanza la personalità nel suscitare attrazione, e la Diamond la spiega molto bene dicendo che ogni persona ha qualità "legate al genere" e qualità "indifferenti al genere".

Le qualità legate al genere sono soprattutto fisiche, e sono quelle che le persone spinte dalla "procettività" ricercano volentieri; per questo i maschietti, con la procettività sempre elevata, si sono meritati la fama di badare solo o soprattutto alle misure, ed è stato notato che le donne etero sono più attratte dai maschioni alla Schwarzenegger in corrispondenza dell'ovulazione, quando la procettività sale per motivi ormonali.

Quelle indifferenti al genere sono soprattutto psicologiche, in quanto consentono di suscitare amore e la fiducia che esso venga ricambiato. Come già detto, le donne più fluide sono quelle che badano soprattutto alle qualità indifferenti al genere, e sono loro quelle che possono entrare in relazioni che contraddicono il loro orientamento sessuale.

Per alcune di loro, c'è una sola relazione di questo tipo in tutta la vita, per quanto significativa, e si può dire che sia stata proprio l'eccezionalità della persona che poi è diventata il loro partner ad innescare la relazione; in altre donne questa relazione impone di ripensare la propria identificazione sessuale - è il caso di diverse delle donne che la Diamond ha intervistato e che da un'intervista all'altra cambiano l'etichetta con cui si definiscono, magari perché all'inizio della ricerca stavano con una persona di un genere, e poi con quella di un altro.

Di solito però, sempre secondo la regola generale che in me suscita qualche dubbio, questi mutamenti vanno verso un'identità più "inclusiva" - passando da etero o lesbica a bisessuale, oppure verso il "non etichettata", proprio perché le etichette disponibili sono inadeguate.

Un caso curioso ma non insolito è quello di chi alterna i generi in una specie di "dieta dissociata erotica", ovvero alternando relazioni con le femmine a relazioni con i maschi, come se ognuno dei generi fornisse una sorta di nutrimento emotivo indispensabile ma non completamente appagante.

In un paio di casi la fluidità non ha riguardato soltanto l'orientamento sessuale, ma anche l'identità di genere: un caso che mi ha colpito è stato quello di una lesbica "butch = camionista" che ha cominciato a lavorare in un ambiente fortemente mascolino e maschilista - alla fine è diventata un transgender FtM.

Nell'altro caso la donna che divenne trans FtM era in partenza bisessuale; lei ha assunto testosterone per mascolinizzarsi e si è fatta asportare le mammelle, ma non ha voluto privarsi degli organi genitali femminili e pensa in futuro di smetterla con il testosterone per essere lei a generare il figlio della coppia (lesbica) di cui ora fa parte!

Nei due casi la fluidità ha indotto a mettere in discussione anche l'identità di genere delle due donne, che però hanno rifiutato una transizione completa, ritenendo più opportuno "sedersi sulla barriera" anziché varcarla (come Leslie Feinberg); una cosa curiosa che mi imporrà di porgere le mie scuse ad una persona (e modificare questo post su Agorà) è che queste due donne, dopo aver iniziato ad assumere il testosterone, hanno cominciato a sentire una certa attrazione sessuale ... per gli uomini gay!

Perché sia accaduto la Diamond non lo sa dire - mi fa però pensare che il fenomeno delle "frociarole", ovvero delle donne (etero o lesbiche) attratte dagli uomini gay abbia meno a che fare con la sociologia di quanto pensassi, e meriterebbe un giudizio migliore di quello che ho dato. Purtroppo ci vorrebbe un'indagine che non posso svolgere per saperne di più.

I cambiamenti indotti dalla fluidità sono raramente capiti dai maschietti, e spesso infastidiscono anche le donne meno fluide, che fanno fatica a mettersi nei panni delle più fluide; la Diamond sostiene che per capire la sessualità femminile occorre un modello che non enfatizzi la stabilità, ma che sappia alternare fasi di stabilità e cambiamenti repentini, che sono il risultato non prevedibile di piccoli eventi che si sono accumulati durante la precedente fase di stabilità.

Lei, nell'ultimo capitolo del libro, è convinta di aver trovato il modello nella teoria dei sistemi dinamici, che non mi azzardo a descrivere (non lo fa nemmeno la Diamond) perché è necessaria una buona preparazione matematica; credo che ci vorranno però molti anni prima che si possa dare una soddisfacente (anche per le signore!) rappresentazione matematica della sessualità femminile, e chi ci riuscisse meriterebbe di essere onorato più di Isaac Newton.

Ci si può chiedere se fluidità fa rima con volontarietà, e la risposta è no: i mutamenti nell'orientamento sessuale di una donna, oppure la nascita di sentimenti che contraddicono il suo orientamento sessuale, sono assolutamente involontari. La nozione di fluidità non dà ragione ai "terapeuti scassatori".

Resta l'ultimo interrogativo: la fluidità è solo una cosa femminile? Secondo la Diamond, è soprattutto femminile, e la spiegazione che ne dà sembra soddisfacente: gli uomini sono più procettivi, la procettività li induce a cercare persone con determinate caratteristiche fisiche, e non è vincolo facile da spezzare. Ed infatti gli uomini bisessuali sono molto più rari delle donne bisessuali.

La procettività, essendo fortemente legata alla fisiologia, spiega anche perché la maggior parte dei maschietti abbia un percorso molto lineare: si scoprono gay oppure etero in giovane età, e da quel momento in poi devono solo decidere se ammetterlo o nasconderlo - nelle donne, come si è visto, la cosa è molto diversa.

Come ho detto, invito tutte le lettrici a leggere il libro ed ad esprimere la loro opinione. E' in inglese, ma nemmeno tanto difficile.

Raffaele Ladu

BPD e terapie riparative

Una cosa che le persone LGBT americane temono assai è che Michelle Bachmann, una deputata americana repubblicana e legata ai 'Tea Party' divenga davvero presidente degli USA: non solo lei è omofoba, ma, a leggere questi due articoli:
il marito Marcus Bachmann, un 'counselor cristiano', gestisce una clinica psichiatrica in cui si compiono terapie riparative; poiché pare che codesta clinica abbia ricevuto dei finanziamenti dallo stato del Minnesota, la cosa è particolarmente grave.

Su queste terapie Jack Drescher, presidente del Group for the Advancement of Psychiatry, ed in rappresentanza della maggiore e migliore parte dei suoi colleghi, ha detto qui che esse "sono così lontane dal pensiero psichiatrico comune da essere praticamente su Marte".

Le classiche obiezioni alle terapie riparative sono queste:
  1. L'omosessualità non è una patologia - perché curare ciò che è già sano?
  2. L'omosessualità sembra nascere da un'interazione geni-ambiente (come l'intelligenza), quindi è sbagliato pensare che sia una scelta individuale;
  3. Gli omosessuali non sono stati vittime di esperienze traumatiche o molestie sessuali in misura maggiore degli eterosessuali;
  4. Gli omosessuali, contrariamente a quanto pensavano Freud ed altri psicoanalisti in tempi molto lontani, non si dimostrano psicologicamente ed affettivamente meno maturi degli etero;
  5. Le terapie riparative di cui parlano gli articoli citati presumono che non esista un'identità omosessuale, ma solo rapporti omosessuali - si nega quindi l'esperienza soggettiva (ma non per questo meno vera) delle persone, e questo sarebbe sufficiente a squalificare chi le pratica;
  6. Le terapie riparative costringono gli omosessuali ad interiorizzare lo stigma sociale, peggiorando le conseguenze per la loro salute: autosvalutazione, depressione, perfino ideazione suicidaria;
  7. Ci sono conseguenze nefaste anche per gli etero:
    1. Denaro (privato e pubblico) sprecato in interventi terapeutici inutili e dannosi;
    2. Molti etero accolgono la scoperta od il coming-out del proprio congiunto omosessuale con dolore; ma finché credono possibile che questi possa essere 'riparato', non riescono ad 'elaborare il lutto', con il risultato che il dolore viene protratto, ed alla fine si aggiunge la disillusione;
    3. Le terapie riparative sono un pretesto per esercitare crudeltà contro le persone LGBT - ma non c'è modo di impedire che tale crudeltà finisca con l'imbarbarire tutta la società.
    4. Ed infatti i sostenitori di codeste terapie non sono medici o psicologi di vaglia, bensì persone che professano ideologie totalitarie o credi fanatici;
  8. I pochi casi in cui tali terapie sembrano avere un netto successo, cioè senza effetti collaterali gravi, sembrano di questo tipo:
    1. Persone con una libido molto bassa che possono essere indotte all'astinenza (ma la loro identità sessuale non è cambiata);
    2. Persone bisessuali che vengono convinte a non avere più rapporti con il proprio genere (ma la loro identità sessuale non è cambiata);
    3. Persone il cui orientamento sessuale non è chiaro nemmeno a loro stesse, e che alla fine si scoprono etero (ma la loro identità sessuale non è cambiata - bensì chiarita).
Di solito si pensa che il caso 8.3 riguarda gli adolescenti od i giovani adulti, che hanno appena scoperto la loro sessualità e non hanno ancora capito che direzione prenderà; io propongo un caso ulteriore: le persone che soffrono di quella che Erikson chiamava 'diffusione dell'identità'.

Il caso più frequente mi pare quello del Disturbo di Personalità Borderline, la cui prevalenza è circa il 2% della popolazione generale, e di cui potete trovare qui i criteri diagnostici secondo il DSM-IV-TR (2000).

Di codesti criteri, quello che ci interessa di più è il numero 3: "Disturbo dell'identità: immagine di sé o senso di sé marcatamente e persistentemente instabili"; quest'instabilità si manifesta spesso con cambiamenti improvvisi dell'affiliazione religiosa, degli obbiettivi di lavoro e di studio, ma anche dell'orientamento sessuale.

Qui non siamo di fronte alla "fluidità sessuale" di cui parla Lisa Diamond, su cui la donna non ha alcun controllo; siamo di fronte ad un cambiamento repentino che può essere deciso tanto rapidamente da sembrare falso, ma che riesce ad improntare per un certo periodo la vita della persona, e spesso soddisfa dei nascosti bisogni di dipendenza.

Le personalità borderline, al contrario di molte altre persone disturbate, sono molto disponibili ad entrare in terapia, in quanto si rendono conto di aver bisogno d'aiuto, ed accettano molto volentieri di 'dipendere' dal terapeuta - possono perciò essere facilmente convinte che il loro orientamento sessuale è causa del loro problema, e fare eroici sforzi per mutarlo, soprattutto se gli/le viene promesso che la ricompensa sarà un rapporto privilegiato con Dio, una persona dalla quale dipendere incondizionatamente.

In realtà, i risultati spesso sono tanto spettacolari quanto transitori, e possono ingannare un 'terapeuta' ansioso di trovare conferme dell'efficacia della terapia (ma Karl Popper, bestia nera dei totalitari e dei fanatici, avvertiva che il vero scienziato cerca le smentite alla sua teoria, e solo se proprio non riesce a trovarle la considera provvisoriamente valida), ma non chi ha un 'gaydar'.

Tra l'altro, come faceva notare lo psichiatra inglese Michael Fonagy, le psicoterapie possono essere dannose, e questo vale soprattutto per il paziente borderline - infatti le uniche psicoterapie che hanno ricevuto validazione empirica (teoria dialettico-comportamentale e psicoterapia focalizzata sul transfert) sono state escogitate proprio per questi pazienti, che sono molto più problematici di altri che pure hanno disturbi assai più gravi, e possono davvero 'decompensare' a seguito di una terapia inadeguata.

Non auguro a nessuno di iniziare una 'terapia riparativa', e questo vale soprattutto per le persone borderline; esse hanno meno risorse per resistere al male che viene loro fatto in queste terapie, eppure possono sembrare le persone con le quali la 'terapia' ha avuto più successo - in realtà essi sono stati addestrati fin da piccini a sembrare contenti anche quando sono profondamente addolorati, ed a ritenere naturale che le loro emozioni non vengano mai prese sul serio.

Una 'terapia riparativa' con loro può avere successo solo a prezzo di renderli ancora più malati e disposti a 'scindersi' in una parte 'buona' (socialmente competente e presumibilmente etero) ed una parte 'cattiva' (socialmente inaccettabile e presumibilmente 'gaia'), che non viene repressa, ma completamente esclusa dalla coscienza.

Una persona con un senso morale appena accettabile dovrebbe non solo inorridire di fronte a questa prospettiva, ma chiedersi anche: "Dopo le persone LGBT, a quali toccherà?"

Raffaele Ladu