Grande successo della Conferenza CHI HA PAURA DEL GENDER?

CHI HA PAURA DEL GENDER? Certmente non le molte persone che ieri sera, 21 Maggio 2015 sono venute in Sala Elisabetta Lodi ad ascoltare l'altra campana, quella della non discriminazione. Serata riuscita, tanti genitori e insegnanti, buon dialogo e confronto sui temi dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere, da rifare sicuramente in altri posti, coinvolgendo anche altri gruppi di genitori, che dire brave e bravi tutte e tutti per aver creduto in questo incontro. Presto vi stupiremo con nuovi appuntamenti ed iniziative. #gendertheory #omofobia #scuolalgbt

Serata organizzata dalla Comitata Giordana Bruna

QUEER HANGOUT by Veronapride


9 maggio 2015 - ore 20:30
La Maison du Couturier 
via Giardino Giusti, 2 - VR 

APERITIVO CON MUSICA DAL VIVO E STAND UP COMEDY 

Verona Pride presenta Queer Hangout: un ritrovo con gli amici a La Maison du Couturier, in via Giardino Giusti 2. 

Un aperitivo con musica dal vivo e stand up comedy con Gabriella "Gabry" Morelli, Alberto "il Grezza" Grezzani e altri ospiti a sorpresa. Ingresso libero con invito. 

Per gli inviti scrivere a eventi@veronapride.it

Abbasso la famiglia naturale! Evviva l’ideologia del gender!


articolo di Lorenzo Bernini, in «La Falla: L’almanacco del Cassero LGBT Center»,lustro primo, maggio 2015 Molto è stato scritto e detto a proposito delle fotografie blasfeme postate sulla pagina facebook del Cassero. So che l’associazione se ne è scusata, e non vorrei riaprire la questione. Non riesco però a non approfittare di questo articolo per dire che a me hanno divertito. Per il cattivo gusto assomigliavano alle vignette di Charlie Hebdo che dopo la strage sono assurte a simbolo della libertà di espressione. E ricordavano anche la processione della Madonna della Scabbia, protettrice delle frocie malate scassate e messe male, che Porpora Marcasciano descrive nel suo bel libro Antologaia, uscito da poco in una nuova edizione. Certo non saranno piaciute a chi pensa che le comunità LGBTQI italiane debbano starsene composte al loro posto, a elemosinare diritti che vengono loro negati da forze politiche impegnate a rincorrere il voto cattolico. Ma dissacrare i simboli della propria oppressione è di per sé liberatorio. Tra poco si ricorda il 28 giugno 1969, il giorno in cui, scrisse Allen Ginsberg, le persone LGBTQI persero il loro sguardo ferito. Alcuni/e iniziarono allora a sorridere garbatamente, altri/e a ridere sguaiatamente.